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Dancin on my sofà.

Odio il fondamentalismo meridionale, l'esasperazione del campanile di casa propria e i muri di vicinato.
Le persone che leggono due libri sul regno delle due Sicilie e credono che il problema sia l'unità d' Italia.
Rimango affranto nel sentire con sana convinzione sberleffi su chi meridionale non è.
Razzisti anche noi.
Non tollero l'ospitalità genuflessa con i turisti dell'occidente, da maestri della cordialità a chilogrammi.
Non tollero l'intolleranza rigida con i vagabondi dei sud del mondo, da maestri dell'ostilità a kilometraggio.
Amo il Mediterraneo e la profondità dei suoi colori umani, la gente che non ha mai letto un libro o quella che ne ha letto tantissimi.
Entrambi hanno scelto di vivere qui, sognando di non farlo.
Metto in discussione il lavoro per la vita, sollecito la lentezza e la beatitudine di una stanchezza falsa, ridicola e bellissima che ci farà morire vecchi e contenti senza aver combinato un cazzo.
Il groppo in gola è un ricatto del dio denaro.
Non preoccupatevi di trovare giustificazioni semantiche e strategie linguistiche per sopprimerlo.
“A ndrangheta, manca u lavuru, u sud, l'unità di Italia”
Siti na massa i Sumeri.
I Sumeridionali.
Gridatelo. Gridatela forte la verità. Se no quel groppone vi ingrosserà sempre di più.
Con orgoglio, invece di santificare i Briganti e stu cazzu i sud, urlatelo ca a nui, ndi piaci nommu facimu nu cazzu!
Che noi siamo una società con valori diversi rispetto all'occidente.
Rimettere in discussione stu cazzu i lavuru come entità biologica periferica della nostra vita, ora che il mondo va a rotoli, è la soluzione.
Voglio non fare un cazzo, vivermelo e sentirmi stanchissimo a fine giornata. Distrutto da tutta quella bellissima fatica di pensiero, di sogno, di amicizia, di musica e natura.
“a si, e comu campi?”
“pecchì finu a mo non eri disoccupatu?”


Pubblicato il 12/11/2010 alle 18.2 nella rubrica Diario.

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