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la cattiva strada

Sto scoprendo la difficoltà di trovare le parole giuste.

Mi innervosisce non riuscire ad illustrare un pensiero a pieno, con le parole adatte ad aderire al sentimento che li muove.

Non so se sia incapacità dialettica.
Non so se sia indeterminazione dei pensieri.

Ho difficoltà ad ascoltare le persone.
Sembra tutto profondamente banale.
Ogni passaggio verbale è inutile ed è creato per un fine, altrettanto, inutile.

Ho la presunzione di congetturare le motivazioni che spingono le scelte di chiunque.

So già cosa cazzo faranno e perché.
So già cosa cazzo farò, ma non so perché.

La mia maschera è silenziosa, poco produttiva di ipocrisie per la stanchezza che esse  contengono.

Raffrontata alle bautte di chi la circonda emerge assecondante e protetta da un appeal che non ha più.

Supponevo che potessero veicolare gli esseri umani nei loro comportamenti e fargli trovare le più belle parole: le emozioni.
Credevo a chi riusciva a notare dettagli speciali incrociati nel traffico fuori da noi: nella sensibilità.

C’è tutto un mondo che aspetta qualcosa da me.
Ci sono io che avrei bisogno di qualcosa dal mondo.
C’è un io che aspetta qualcosa da me.
C’è tutto un mondo che avrebbe bisogno di qualcosa dal mondo.

....Ho perso le emozioni e la sensibilità nella speculazione della gente e con loro le più belle parole...

Pubblicato il 30/1/2010 alle 22.27 nella rubrica Diario.

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