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sentendo, ti riprendo

C’è tutto un mondo che collega Brian Eno e Sasà Megna, gli Scialaruga e Caetano Veloso, i Transalento e Ravi Shankar, Peter Gabriel e i Reniliu, Yann Tiersen e i Totarella.
Troppo facile definirlo musicale, troppo azzardato definirlo musicale. È una tela senza ragno in cui i legami sono tra loro deboli ma hanno nella loro essenza del vissuto. La creatività e la sperimentazione costante nasce da qualcosa di tradizionale ma non abituale che li rende solidi.
È un patrimonio profondo, talvolta clandestino che riesce ad unire l’esperienza della vita al gioco della sua comprensione attraverso la tenerezza spensierata dell’ascolto. Sulla sensualità del passato si solca la malinconia dei tempi moderni in cui la necessità di un pezzo di dignità ce la donano gli ignoranti di sempre, gli emarginati dalla società, i pastori e i contadini della verità.
Ci sono delle sensibilità che solo questa tela riesce a tirar fuori. Sono sensibilità latenti che solo una nota che richiama qualcosa che è dentro riesce a far esplodere.
È una innata mestizia “Comptine d’un etre ete”
È un oscillazione reale “Incontri”
È una vibrazione crescente “Ex tradition”
È un singhiozzo innaturale “Cantare”
Sono impressioni e suggestioni che una tela senza ragno riesce a definire grazie a sensazioni che essa stessa fa nascere.
Così tremolo, ondeggio, ronzo tra l’incertezza, il dubbio, il momento prima di...
Godo della sospensione ansiosa e passionale di quei minuti come il momento in cui saprò che piangerò al treno quando ancora si fuggirà dal sud.
“Nel rumore sordo di un urlo. Un urlo mai fatto”

Questo è quanto: http://www.facebook.com/topic.php?topic=13183&uid=278352920316#/group.php?gid=278352920316

Pubblicato il 27/11/2009 alle 20.3 nella rubrica Diario.

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