Blog: http://statidiagitazione.ilcannocchiale.it

ciano

Non riesco ad escludere dalla spiaggia e dal mare la ferrovia.

È un bivio sulla storia.

Un uscire di casa con le sue preghiere sulla soglia mattutina fin troppo simile al busso di buon gioco crepuscolare.

Vendesi case mai finite a mezzogiorno, apparite sulla strada e sommerse nel verde bruciato.

La barba di due giorni attraversa disinvolta senza curarsi di macchine che giungono.
Ogni chilometro che passa è un regno che lasciano.

Incrociano lo sguardo al sorpasso.
Autoricambi, officine, gommisti, concessionarie, elettrauto, pneumatici, pompe di benzina, la 127 amaranto, Peppino Gagliardi.

L’aggiusto io.

E ruba oggi e ruba domani.

In  rigorosa plastica sbiadita, separati da una porta fanno nulla e si incontrano, senza scusa del caffè, al bar.  Tutto il resto è infondato .

La strada è il paese, il paese è la strada.

Api cars, fruttivendoli, bombole di gas, cartelloni, pesce, frutta secca.

Il sudore dell’orto.

Dio c’è Dio c’è Dio c’è: la Basilicata ha due corsie.

Ristoranti, Trattorie, Osterie, Taverne, Locande, Bettole.

La domenica ha casa.

Respiri gentilezza e la confondi con la ndrangheta.
Da questo capisco che non hai ancora capito un cazzo.

Tu la vivi quella statale.

Basta sporgerti dal balcone e lo senti quel profumo di caldo che sale dall’asfalto rosso.

La vivi dentro la tua camera quando il play di uno stereo nuovissimo e di ultima generazione suona l’antichità i cu è picciulu e poti aspettari jocandu alla palumbeja.

La vivi danzando e vedendo ancora passare il cuore di un maestro elementare su una panda gialla.

Non sei uno zero....1 0 6

 

Pubblicato il 6/6/2009 alle 18.42 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web