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un incubo un pò di meno

Tradire è più facile.
Vinci il premio della critica nei tuoi modi esemplari di porti.

Il malloppo intanto lo prende qualcun altro.

Ti prego torna da dove sei venuta.

C’è un modo indegno e superficiale fatto di parole di non amore, di racconti di cose del quale non te ne frega un cazzo, ma al quale ti interessi per quieta sopportazione.

C’è un modo degno fatto di riposo e condiscendenza. Di parole che intendi solo perché intendi i silenzi tra un termine e l’altro. Un modo al quale ti interessi perché comprendi la sua nobiltà nel giustificare un pianto sensibile con un mal di denti.

Il primo è felicemente debole e irresistibile, inserito nel sistema logico di amore apparente.

Il secondo è  infelicemente solido e complicato, inserito nel sistemo illogico di amore reale.

Ma che begli occhi che hai. Chissà come mi vedi bene.

Cerca di farti bella, più bella di quello che sei.

Quante cose contano? E quante no?

E vorrei che mi vedessi.

La differenza principale tra una canzone bella e una brutta è che quella bella non la passano in radio.

Mentre tutti seguivano le indicazioni stradali, io seguivo il paesaggio.

Abbiamo imboccato la strada giusta, ma siamo rimasti a piedi, distanti e da soli.

Tu, dove abiti?



                 siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso   

Pubblicato il 4/5/2009 alle 2.13 nella rubrica Diario.

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