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il mio momento strano

Ti prego non bussare.

Non continuare a farmi fretta.

Lasciami nella dimensione più reale che ci possa essere.

Al riparo da tutto il mormorio fasullo che una chiave è pronta a riaprire.

Sto benissimo qui, dove ho appena tolto la maschera di fronte a questo specchio, proprio ora che nella confusione, i ragazzi cantano “c’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”

….dovrei aprire completamente quel rubinetto, vedere l’acqua schizzare su quel lavello, vederla saltare su quel pavimento e con le mie mani raccoglierne la sua potenza e lanciarla in aria…

creare una gran confusione, sporcarmi, bagnarmi, scompigliarmi, inginocchiarmi sotto gli schizzi a sentire la freschezza di qualcosa di naturale simulando una pioggia.

Immaginando che sia almeno la tenerezza a coprire l’allontanarsi dei suoi passi distratti…

Immaginando di uscire e trovare uno sguardo che chiede di essere salvato.

And imagine that you're there with me.

Ma sono così codardo da limitarmi a centrare la tazza del cesso, con poca voglia di assolvermi e meno ancora di incarcerarmi.
Preferisco evitare lo specchio e notare la pulizia delle fessure della pavimentazione, riaprendo una porta che non avevo neanche chiuso.

Aspetto il rientro a casa, ricordando la successione degli eventi: gli occhi di compassione o quelli stronzi di felicità di chi sparge sorrisi del cazzo carichi di slealtà.

Li esorcizzo dietro una scrittura che non serve a un cazzo.

Così è inevitabile premere play su qualcosa che mi ha reso più riflessivo del solito ultimamente. Un'emozione da non cercare su youtube, perché i sapienti non l’hanno data a nessun maiale per fortuna.

Pa pa pa pa pa paaa….
“When I look up from my pillow
I dream you are there with me
Though you are far away
I know you'll always be near to me
I go to sleep, sleep
And imagine that you're there with me”

Vorrei evitarla. Vorrei che non mi penetrasse così brutalmente le ossa, che non scavasse la mia schiena. Vorrei ancora credere che non sia perfetta, che non sia la bellezza che si realizza per un caso casualmente intenzionale.

Ma sono succube di questa sensazione. Di questo trasporto e di una macchina, di una sigaretta, dell’arte, del sogno, di un mare davanti e del piacere del firmamento di un immagine che batte con impeto sensuale e riflessivo il tempo di una canzone.

Non può essere il bagno del locale e il lettore a portata di mano, il sesso, il viaggio, la macchina dopo avere accompagnato l’ultimo amico.
Non può essere adesso.

Non può essere pure questo amore...
e questo non è neanche un esorcismo.


siamo noi che continuiamo, amabilmente, ad agganciarci all'essenziale.
notte..
i go to sleep

rimani splendida...

 

Pubblicato il 4/4/2009 alle 2.25 nella rubrica Diario.

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