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l'improvviso della luce

Tanta gente.

Chiedo spazio tra la folla per sentire ancora il profumo dell’aria.

Il fumo non è la verità come non lo è questo fottutissimo Southern, ma mi piace considerare realtà la bugia che preferisco.

Ho la consapevolezza di mentirmi, ogni istante.
Lo accetto.

La mia immagine deformata si riflette sull’acciaio dei rubinetti di un lavamano, mentre col cuore sporchissimo sciacquo le mani, e guardo fisso il blu che segnala il freddo.

Vivo al lato aspettando sempre il salto di qualità, sperando in una telefonata che cambi la giornata, auspicando che, forse, per stasera me ne fregherò di quel locale, di quella festa e di quell’idiota e troverò il coraggio per stare a casa, semplicemente per leggere un po’ e riascoltare la musica per il piacere di farlo senza far piacere a nessuno.

È la verità che rimane latente.

Così dormite pure a casa mia ragazzi….e parlami d’amore Paola….e fammi notare i dettagli Giovanni…e annullami le distanze Paolo… e gioca con me Serena…

E tu continua pure a guardarmi…e tu continua pure a bere…e tu continua pure a stare seduta in quell’angolo…e tu continua pure a provocarmi….e tu continua pure a non riconoscermi….e tu continua pure a sorridere….e tu continua pure ad evitarmi…

E voi che non noto, continuate pure a fare quello che stavate facendo…

Io continuo pure ad osservarvi saziando la mia bugia preferita.

Percorrendo strade sbagliate che ho imboccato seguendo segnali chiarissimi.

Aspettando la prossima uscita per il mare, darò consistenza al fatto che tu sei quello che mi viene in mente in tutta questa confusione.

Che sei quello che tutti i giorni riesco a non dimenticare.

Che la tua voce è tutto quello che mi basta di sapere.

Che sei la verità.

Pubblicato il 14/3/2009 alle 1.16 nella rubrica Diario.

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