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La prova del palloncino

Senza una destinazione e senza poter tornare indietro.

Senza scegliere la sua dimensione ne poter cambiare pelle.

Senza sgonfiarsi ne scoppiare.

Senza la premura del chiasso e del buio che incontrerà nel suo viaggio.

Fugge.

Spaesato e smarrito, ma felice dall’infinito che ha di fronte.

Va sempre più lontano e sempre più in alto.

Mosso da un vento che blatera libertà mentre in silenzio sceglie la direzione

Intimidito da uno spazio che ricorda allegrie stanche e nostalgiche di lapsus cercati.

Volteggia,

trasvola,

svolazza..

e meravigliosamente ha già raggiunto il quinto piano di questo condominio.

Lo vedo passare, abbastanza lentamente.

Mi lancio ad afferrarlo prima che la sua nobile narcosi incontri le gocce di pioggia e le bufere di odio che il cielo riserva.

Vorrei, perlomeno, poterlo agguantare all’ultimo centimetro della sua corda per fermarlo..

Ma come una buona storia da metafora che si rispetti, ci sono le solite stupide cose in mezzo ai piedi che mi separano dal provarci….che me lo fanno mancare di un nulla.

Niente da fare.

Ha già aumentato le distanze rispetto all’allungo del mio braccio.

Ha già preso distacco da terra.

Non mi rimane che ammirarlo danzare nel cielo, con la grazia del momento esatto che mi è stato vicinissimo, con la raccomandazione di un padre di non mollarlo e il capriccio di un bambino che vuole renderlo libero, con l’amore di sempre tra il destino delle stelle.

Buon viaggio!

"ecco qua
regala perle il vento
e ne regalo anch' io
la luna sul tuo volto
la luce sul mio nome
il sipario resta
io me ne vado via "

Pubblicato il 12/2/2009 alle 18.35 nella rubrica Diario.

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